{"id":383,"date":"2025-11-28T10:19:14","date_gmt":"2025-11-28T10:19:14","guid":{"rendered":"https:\/\/ilcampanile.info\/?p=383"},"modified":"2025-11-28T10:19:14","modified_gmt":"2025-11-28T10:19:14","slug":"assemblea-cia-la-pac-non-si-tocca-tutti-in-piazza-a-bruxelles-il-18-dicembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcampanile.info\/?p=383","title":{"rendered":"Assemblea Cia: la Pac non si tocca. Tutti in piazza a Bruxelles il 18 dicembre."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dall\u2019incontro romano con Fitto e Lollobrigida parte la chiamata alle armi per 5.000 imprenditori agricoli. L\u2019allarme del presidente Fini: \u201cAll\u2019UE serve un vigoroso impulso politico, altrimenti l\u2019agricoltura rischia l\u2019estinzione\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cIl settore primario non sollecita favoritismi, ma esige la giusta considerazione. Non pu\u00f2 essere relegato a voce marginale nel bilancio comunitario, poich\u00e9 rappresenta le fondamenta stesse dell\u2019Europa: assicura alimenti sani, salvaguardia l\u2019ecosistema, garantisce la tenuta dei territori e l\u2019avvenire delle collettivit\u00e0. Per tali ragioni, il 18 dicembre manifesteremo a Bruxelles, con un contingente di oltre 5.000 agricoltori e non meno di mille trattori provenienti da ogni angolo del continente, per affermare che questo comparto \u00e8 essenziale per definizione\u201d. Con queste parole inequivocabili, Cristiano Fini, al vertice di Cia-Agricoltori Italiani, ha inaugurato l\u2019Assemblea annuale 2025. All\u2019Auditorium Antonianum di Roma, di fronte al vicepresidente della Commissione UE Raffaele Fitto, al ministro Francesco Lollobrigida e a numerosi delegati e parlamentari, \u00e8 stato lanciato lo slogan \u201cColtiviamo l\u2019Europa, proteggiamo il Futuro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cCi troviamo di fronte a un bivio critico. L\u2019ipotesi di un graduale smantellamento della PAC dopo il 2027, tratteggiato nel nuovo Quadro Finanziario Pluriennale, si fa sempre pi\u00f9 tangibile &#8211; ha illustrato Fini -. Ci\u00f2 comporterebbe una decurtazione severa dei fondi e la loro dispersione in un calderone unico, creando rivalit\u00e0 tra i vari settori e minando il mercato unico. Segnerebbe il tramonto di un sistema imparziale, creando una frattura tra un\u2019agricoltura d\u2019\u00e9lite e una abbandonata a s\u00e9 stessa\u201d. Per questo, ha ribadito il presidente di Cia, \u201cpromuoviamo una protesta incessante, fino a quando non noteremo un\u2019inversione di tendenza sostanziale e non solo apparente. L\u2019Italia deve ora porsi con decisione alla testa di questa battaglia cruciale per la sopravvivenza agricola, e le istituzioni, sia nazionali che europee, devono provare con fatti concreti di essere nostri alleati\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>NECESSARIO UN SUSSULTO POLITICO, BASTA A UN\u2019EUROPA INDECISA<\/strong> \u2013 Nel suo intervento, Fini ha evidenziato una deriva preoccupante: \u201cDurante l\u2019emergenza pandemica, l\u2019Unione \u00e8 stata celere, coesa e pragmatica. Oggi appare frenata da inerzia, frammentazioni e accordi al ribasso &#8211; ha affermato -. Tuttavia, le sfide globali non si gestiscono con 27 strategie differenti\u201d. La Cia invoca un\u2019Europa autenticamente federale, con una visione comune su esteri, difesa, energia e industria: \u201cDraghi e Letta hanno dipinto con realismo la situazione attuale. Senza una vera unit\u00e0 politica e decisioni tempestive, libere dal veto dell\u2019unanimit\u00e0, l\u2019UE soccomber\u00e0 alle transizioni demografiche, tecnologiche ed economiche. Meglio un\u2019Europa a due velocit\u00e0 che un\u2019Europa paralizzata\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LA PAC \u00c8 IL PILASTRO DELL\u2019UNIONE. VIETATO DEMOLIRLA<\/strong> \u2013 Nessuna strategia comunitaria ha offerto tanta stabilit\u00e0 quanto la PAC. \u201c\u00c8 la politica pi\u00f9 longeva, robusta ed europeista. Ha assicurato per mezzo secolo approvvigionamento alimentare, unit\u00e0 sociale e presidio delle zone interne\u201d, ha rimarcato Fini. Pertanto, il piano della Commissione \u00e8 giudicato \u201crischioso e privo di lungimiranza\u201d: declassare la PAC post-2027 a semplice voce del bilancio e tagliare i fondi del 22% fragilizzerebbe il comparto e l\u2019intera struttura UE. L\u2019incidenza dell\u2019agricoltura sul budget crollerebbe dal 31% al 15%, costando all\u2019Italia una perdita secca di 9 miliardi (da 40 a 31). \u201cNon \u00e8 una revisione tecnica, ma uno stravolgimento strutturale. A farne le spese sarebbero produttori, cittadini e ambiente &#8211; ha insistito Fini -. Ridurre la PAC a una voce ordinaria equivale a indebolire l\u2019Europa stessa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>PAC E COESIONE: SOS PER LE AREE DELL\u2019ENTROTERRA<\/strong> \u2013 Il futuro Quadro Finanziario 2028-2034 e la nuova PAC rappresentano \u201cil test definitivo per lo sviluppo dell\u2019Europa in cui speriamo\u201d, ha detto il presidente, lanciando un monito: \u201cLa PAC deve rimanere distinta dal fondo unico. Va potenziata, non tagliata, e deve conservare la sua autonomia senza essere nazionalizzata. In gioco ci sono il reddito agricolo, la sicurezza alimentare e il mercato unico\u201d. Fini ha poi bocciato le recenti correzioni della Commissione: \u201cSono ritocchi di facciata che non mutano la sostanza n\u00e9 risolvono i nodi strutturali\u201d. Fondamentale il richiamo alla coesione: \u201cVivere nella propria terra \u00e8 un diritto, ma senza servizi e prospettive i giovani fuggono e le campagne si svuotano. Senza agricoltura, la coesione scompare\u201d. Non bisogna mettere in competizione coesione e agricoltura, ma creare sinergie per la crescita territoriale. Il 56% delle terre coltivabili italiane \u00e8 nelle aree interne, abitate da 13 milioni di persone, baluardo contro il dissesto idrogeologico che minaccia il 60% del Paese. \u201cProteggere queste aree vuol dire proteggere l\u2019Italia vera\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>SNELLIMENTO BUROCRATICO E REDDITIVIT\u00c0: IL GIUSTO PREZZO<\/strong> \u2013 Per Fini, \u201cl\u2019apparato burocratico \u00e8 ormai il peggior avversario della produttivit\u00e0\u201d. La semplificazione \u00e8 dunque imperativa: \u201cNon deregolamentazione, ma norme pi\u00f9 chiare e applicabili\u201d, per uscire dal \u201clabirinto legislativo\u201d. Le priorit\u00e0 della Confederazione restano: approvazione dei pacchetti \u201cOmnibus\u201d, flessibilit\u00e0, digitalizzazione, accesso rapido a fitofarmaci alternativi e via libera alle nuove tecniche genomiche (NGT). Soprattutto, serve equit\u00e0 nella filiera. \u201cGli agricoltori non possono pi\u00f9 aspettare. \u00c8 inaccettabile vendere sottocosto. Basta speculazioni sul grano e pratiche sleali\u201d, ha denunciato Fini. I dati sono impietosi: chi coltiva grano duro al Sud perde dal 2% al 7% a tonnellata. Su 100 euro spesi dal consumatore, solo 7 arrivano al produttore. \u201cLa filiera non pu\u00f2 scaricare gli squilibri sulla base produttiva. Il giusto valore \u00e8 una necessit\u00e0 vitale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>COMMERCIO ESTERO: APERTI MA NON SPROVVEDUTI<\/strong> \u2013 La Cia non contesta il libero mercato, ma pretende fermezza: \u201cImpossibile competere con chi produce senza regole. Senza reciprocit\u00e0 non c\u2019\u00e8 gara, c\u2019\u00e8 solo dumping\u201d. L\u2019accesso al mercato UE deve basarsi su standard equivalenti (ambientali, sociali, sanitari). Le richieste: clausole di salvaguardia, controlli reali alle dogane, tracciabilit\u00e0 e stop a concessioni unilaterali. \u201cQuesta \u00e8 la rotta anche per il Mercosur\u201d, ha detto Fini. Sui dazi: \u201cNon usiamoli come arma politica, fanno pi\u00f9 danni che utili\u201d. L\u2019export verso gli USA lo conferma: nell\u2019estate 2025 persi 282 milioni rispetto al 2024. \u201cBisogna negoziare &#8211; ha concluso -. L\u2019agroalimentare non pu\u00f2 essere merce di scambio geopolitica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cQueste le nostre rivendicazioni. Chiediamo alle istituzioni coraggio e coerenza. Senza agricoltura non c\u2019\u00e8 sicurezza, n\u00e9 futuro, n\u00e9 Europa. Questo \u00e8 il messaggio che porteremo a Bruxelles il 18 dicembre con il Copa-Cogeca: difendiamo non solo un settore, ma il destino dei territori e delle prossime generazioni\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall\u2019incontro romano con Fitto e Lollobrigida parte la chiamata alle armi per 5.000 imprenditori agricoli. L\u2019allarme del presidente Fini: \u201cAll\u2019UE serve un vigoroso impulso politico, altrimenti l\u2019agricoltura rischia l\u2019estinzione\u201d \u201cIl settore primario non sollecita favoritismi, ma esige la giusta considerazione. 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